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Quando le montagne sussurrano: il viaggio che mi ha fatto innamorare della Norvegia

·6 min di lettura
Quando le montagne sussurrano: il viaggio che mi ha fatto innamorare della Norvegia

Sapevo di voler iniziare l'estate in modo particolare. Ed è così che ho deciso di dare il benvenuto al mese di agosto partendo verso la Norvegia, nel cuore dei suoi fiordi leggendari. Metti uno zaino in spalla, un biglietto aereo, e una data: 8 agosto 2025. Poi aggiungi l'ingrediente segreto: un gruppo di 15 persone, alcuni sconosciuti, parte di un viaggio organizzato con Avventure nel Mondo.

L'idea era di immergermi nella bellezza selvaggia di una natura ancora intatta, di sfidare me stessa con i trekking sulle montagne, e di scoprire cosa significa veramente staccare dalla realtà quotidiana.


Il primo respiro della Norvegia

Oslo mi ha accolto con la grazia di una capitale nordica. Dopo aver ritirato le auto — tre Toyota e una Volvo — ci siamo ritrovati subito nel cuore pulsante della città. Quel primo pomeriggio è stato magico: una passeggiata tra le vie ordinate, il sole che tramontava verso le montagne lontane, e una cena dove per la prima volta ho assaggiato la carne di renna. Era il segnale che questa non sarebbe stata una vacanza ordinaria.


La strada dei Troll e le prime emozioni

Lillehammer, già protagonista delle Olimpiadi invernali, si è presentata come una semplice tappa sulla strada verso l'avventura vera. Ma è stato il percorso successivo, la Trollstigen — letteralmente la "strada dei troll" — a farmi capire cosa significasse veramente la Norvegia.

Quella strada panoramica è una scultura naturale. Le curve si susseguono come le note di una sinfonia orchestrata dalla natura, mentre le cascate Stygfossen si gettano dalle rocce come se stessero fuggendo da qualcosa.

Quella notte, nel nostro primo campeggio a Hi Sjoa, abbiamo scoperto il vero significato della convivialità. Mentre preparavamo insieme la nostra prima cena — spaghetti al tonno da una cambusa portata dall'Italia — mi è sembrato di essere parte di una squadra che si stava formando proprio in quel momento.


I fiordi: dove l'acqua incontra l'eternità

È stato nel terzo giorno che ho finalmente compreso perché la gente viene in Norvegia. Non è solo per vedere, ma per sentire.

La crociera nel Geirangerfjord è stata uno di quei momenti in cui il tempo sembra fermarsi. L'acqua blu, così profonda da sembrare irreale, era circondata da montagne così alte da farmi sentire infinitesimale. Le cascate scendevano dai fianchi delle montagne, e alcune persone del nostro gruppo hanno scelto di fermarsi in una sauna vista fiordo per un'esperienza davvero norvegese: il tuffo gelido nel mare dopo una sauna bollente.


Il ghiacciaio e le cascate che raccontano storie

Il trekking verso il Briksdalbreen è stato il momento in cui ho capito di essermela cavata. Il ghiacciaio si è presentato ai nostri occhi blu e bianco, circondato da centinaia di altre persone che, come noi, volevano toccare con mano l'eternità congelata.

Quello che mi ha sorpreso di più non è stata la dimensione del ghiacciaio, ma l'emozione pura nel vederlo. Mi sono resa conto che stavo guardando una creatura in via d'estinzione, una massa di ghiaccio che ogni anno si ritira. È stata una lezione di umiltà: qui in Norvegia, la natura non chiede permesso.

Anche le cascate Voringsfossen ci hanno insegnato qualcosa sulla bellezza insopportabile. L'arcobaleno che occasionalmente saltava fuori dagli scrossi d'acqua era il modo della natura di dirci: "Voi siete i visitatori qui, io sono il vero protagonista".


Stavanger e il Preikestolen: quando la paura ti rende vivo

Stavanger mi è piaciuta da subito. La cena in centro — con ottimi panini di salmone fresco, birra locale e il sottofondo di qualche musica dal vivo — mi ha ricordato che non siamo qui solo per soffrire sui monti. Siamo anche qui per vivere.

Ma il vero test arrivò il giorno successivo: il Preikestolen, il "pulpito di roccia".

Eppure sono salita. La roccia teneva bene anche bagnata. I gradoni erano alti ma il trekking gestibile. E poi, improvvisamente, sono arrivata in cima. Un muro di nebbia ci bloccava completamente il Lysefjord. Niente della foto che avevo immaginato.

Eppure ho capito qualcosa di importante: non sono venuta qui per la foto perfetta. Sono venuta per il viaggio, per il battito del cuore, per la sensazione di stare sul bordo di qualcosa di magnifico anche se non riuscivo a vederlo tutto.

Quella stessa sera, in gommone sul Lysefjord, il meteo ci ha regalato la redenzione. Il capitano — un uomo simpaticissimo — ci ha portato alla base del Preikestolen e poi a una cascata chiamata "Whisky" per via della sua forma particolare, con la musica a tutto volume mentre accelerava il gommone verso l'orizzonte.


Bergen: quando la fiaba nordica prende vita

Se c'è un luogo dove la fiaba nordica prende forma, quello è Bryggen, il quartiere storico di Bergen. Le case di legno, le strade di legno, persino il profumo di storia — tutto sembrava estratto da un racconto di Andersen.

E poi il FishMarket. Lì, tra i banchi di pesce fresco e l'aria di sale marino, ho assaggiato la carne di balena. Ho assaggiato anche i ricci di mare e il carpaccio di salmone affumicato, e ogni boccone era una conversazione con la Norvegia stessa.

Quella sera, nel FishMarket, il nostro gruppo si è ritrovato per una cena celebrativa. Era il compleanno di una persona del nostro gruppo, e mentre brindavamo sotto il cielo norvegese, mi sono resa conto di essere circondata da persone che, solo una settimana fa, erano estranei. Ora erano amici. Ora erano famiglia.


La vera ricchezza della Norvegia

Ho percorso circa 2.200 chilometri in auto. Ho dormito in camping economici e in un hotel di lusso, ho mangiato cena autogestita con pasta dall'Italia e salmone norvegese locale.

Ma la vera ricchezza sta nel silenzio delle montagne, in quel momento in cui ti accorgi che il rumore del mondo esterno si è completamente fermato. Sta nel sorriso del capitano del gommone. Sta nella risata del nostro gruppo quando una macchina elettrica non riusciva a ricaricarsi.

La Norvegia mi ha insegnato che il vero viaggio non è una lista di cose da fare. È una metamorfosi personale, un lento svegliarsi del tuo vero io.

Bisogna avere il coraggio di osare, di farsi tremare le ginocchia per provare sensazioni che non abbiamo ancora avuto il piacere di conoscere. Perché la vera festa non è solo in un giorno, ma in ogni momento che scegliamo di vivere con passione.

Rosanna

Coordinatrice Viaggi Avventure nel Mondo

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