Gran Canaria e Fuerteventura: Quando lo Sconfort Diventa Confort
Questo viaggio altro non è che la continuazione di un altro viaggio di diverse modalità.
Dovete sapere che io ho fatto dello sconfort il mio confort! Direte perché? Perché se non è diverso, se non è complicato e se è standard, allora a me non piace.
Da Marrakesh alle Canarie: l'Avventura Continua
Il 2 gennaio sarei dovuta tornare a casa dal mio viaggio in Marocco, viaggio dove sono partita come coordinatrice di Avventure nel Mondo di un gruppo family, con tanta ansia per la gestione dei ragazzi e poi... con il senno del poi i ragazzi sono stati fantastici. Ma questa è un'altra storia.
Torniamo a noi: il mio gruppo è rientrato in Italia ed io, da Casablanca a bordo di un pullman direzione Marrakesh, riparto per quest'altra avventura che stavolta mi porterà alle Canarie, precisamente a Las Palmas. Avevo individuato un bell'ostello proprio sulla rinomata spiaggia de La Canteras.
Tra mille peripezie — pullman, taxi, aereo e infine un passaggio di fortuna da parte di 2 ragazzi italiani conosciuti all'aeroporto — finalmente verso le 23 riesco a fare il check-in. Avevo chiesto di dormire in un letto basso (bajo) ma ovviamente, arrivata tardi, sono finita a dormire in quello alto. Anche se è tardi, essendo venerdì mi avventuro ad esplorare i dintorni ma soprattutto a caccia di cibo. Riesco ad assaggiare degli ottimi tacos (piccole tortillas messicane) farciti con carne e un buon Jarritos al mango. Mi è andata bene!
Las Palmas: Sole, Surfisti e Salsa
La mattina dopo: una bella giornata di sole. Il mio ostello ha una bellissima terrazza sulla passeggiata fronte mare. Gusto la mia colazione ammirando i tanti surfisti che provano a cavalcare le onde imponenti di quell'azzurro mare. Faccio amicizia con alcuni volontari dell'ostello, provo a cambiare letto ma impossibile — mi toccherà dormire sopra. Vabbè, poco male.
Passo la giornata facendomi trasportare dalle sensazioni, arrivo fino in fondo dove è situato l'auditorium della musica, mi godo il sole, la brezza, individuo il locale per la cena e faccio amicizia con qualche italiano che è lì in vacanza come me.
Dovete sapere che io amo parlare spagnolo — o quanto meno approfitto delle vacanze per praticarlo. Mi informo se c'è qualche locale dove ballare latino americano e, guarda caso, non molto lontano c'è quello che fa al caso mio: la sera dopo la mia bella cenetta trascorro la serata ballando salsa e bachata. Gli spagnoli sono molto bravi.
Maspalomas, Mogán e Puerto Rico: il Sud di Gran Canaria
Il giorno dopo vado alla stazione di Santa Catalina e da lì prendo un pullman che in circa 1 ora mi porta a Maspalomas. All'ombra di un bel faro, con le sue dune che sembrano di stare in mezzo al deserto ma sul mare, inizia la famosissima spiaggia della Meloneras e di Playa dell'Inglés. Meno surfisti, mare più calmo, mi godo quel caldo sole che mi aspettavo di trovare. Pranzo in un bel ristorante proprio sulla passeggiata: una buona insalata di mare e uno squisito bicchiere di vino.
Ho fatto bene a dormire al nord — qui al sud troppo turistico, grandi catene di alberghi e poco di caratteristico. Ma la curiosità di visitare era tanta. Scopro che da lì a poco sarebbe passato un altro pullman che nel giro di un'ora mi avrebbe condotto a Mogán, chiamata anche la "Piccola Venezia" per via dei canali che collegano il porto turistico al porto dei pescatori.
Mi avventuro sulle tante scalinate che portano al Mirador. Da lì la vista sul porto è meravigliosa. È proprio una chicca questa cittadina, piena di fiori, piccole villette bianche con le ante degli infissi di tanti colori, tanti ristorantini affacciati sul porto, piena di profumi, odori e di tanta bella gente che si gode il sole delle Canarie.
Il tempo scorre; riprendo un altro pullman e nel viaggio di ritorno faccio tappa alla piccola spiaggia di Puerto Rico. Un sole mite che sembra non voler abbandonare questa piccola valle del sud di Gran Canaria. Da lì, accompagnata dalla musica di una cantante, mi godo una cerveza ghiacciata ammirando il tramonto con i suoi spettacolari colori.
È ora di rientrare. Un altro pullman mi riporta a Las Palmas, al mio ostello dove i volontari avevano organizzato per gli ospiti una serata a base di paella e sangria. Sicuramente dopo dormirò bene.
Agaete: Piscine Naturali e Polpo alla Gallega
Il giorno dopo decido di visitare Agaete, un piccolo paesino ad ovest dell'isola. Molto pittoresco, mi avventuro nei suoi vicoletti. Nel centro storico si trova la chiesa de la Concepción — le case sono tutte bianche, qualche tetto e qualche anta di colore azzurro le ravvivano. Lassù in alto, a sovrastare il paesino, la cima del Pico de Nieves.
Scendo verso il porto dove si trovano l'Eremo con il suo Trittico della Nostra Signora delle Nevi (quadro attribuito a un pittore fiammingo), più avanti il Dedo de Dios (Dito di Dio) — una struttura rocciosa che a causa dell'erosione ha preso la forma di una mano.
Sulla famosa spiaggia si trovano le piscine naturali dove ovviamente faccio il bagno più bello che mi potesse capitare. Poca gente, nuotare in quelle acque riparate dell'oceano, dall'azzurro e dal blu che continuavano a cambiare tonalità: esperienza fantastica.
Avevo adocchiato un ristorantino proprio sul porto dei pescatori. Mi gusto un ottimo polpo a la Gallega — è un piatto tradizionale della cucina spagnola servito su piatti di legno con una spolverata di pimentón (paprika affumicata). La leggenda narra che non si debba bere acqua mangiando el pulpo. Mi faccio consigliare dall'oste e lo gusto con un buon bicchiere di Verdejo. Un cortado (caffè tagliato con la stessa quantità di latte) a chiusura del mio piacevole pranzetto.
La Cabalgata e Las Palmas
Mi riprendo il mio bel pullman e rientro a Las Palmas dove quella sera si terrà la Cabalgata de Los Rey Magos. Gran Canaria festeggia l'arrivo dei Re Magi che, partendo dal Castillo de la Luz, su carri colorati lanciando caramelle e regali tra musica e spettacoli, girano tutte le case per lasciare i doni. Un po' come da noi in Italia l'arrivo della Befana.
Il giorno dopo ne approfitto per visitare meglio Las Palmas. Visito la Casa del Colón (casa museo di Cristoforo Colombo) dove ritrovo 2 italiani conosciuti in aeroporto, visito la Cattedrale di Gran Canaria, il Mercado de Vegueta (i classici mercati spagnoli aperti che vendono ogni ben di Dio).
Nel pomeriggio decido di fare un bel trekking che mi porterà al Mirador de la Cruz, che sovrasta tutta la spiaggia di Las Canteras e la Penisola de la Isleta. Fantastico arrivare lì in cima alla Croce. Mi godo il momento, foto ad immortalare tutto, un vento maestoso, 22° gradi. Giù in basso posso ammirare la Playa de Las Coloradas e la Playa del Confital. Purtroppo il tempo è tiranno. Mi aspetta un traghetto alle 23 che mi porterà a Fuerteventura.
Fuerteventura: Arte, Street Art e Dune
Avventura nell'avventura! La mattina dopo verso le 6 del mattino sbarco a Fuerteventura. Ancora tutto chiuso, i depositi bagagli aprono verso le 8. Cosa faccio?
Beh, dai, mi dico, qualcuno ci sarà in giro. Sono fortunata — il portiere di un albergo mi vede spaesata e mi invita ad entrare. Mi offre un buon caffè e mi invita a lasciare lì i bagagli. Li riprenderò nel tardo pomeriggio.
Avevo letto che a Puerto del Rosario c'erano bellissimi murales. Vado in cerca della zona della Street Wall Art dove il rinomato artista Manolo Manito ha reso la cittadina una vera e propria galleria d'arte a cielo aperto. Mi perdo tra le vie che raccontano arte e tradizione.
Alle 8 apre finalmente il Museo Miguel de Unamuno, situato nel cuore della piccola cittadina, che offre un'affascinante visione della vita e del lavoro dello scrittore spagnolo durante il suo esilio a Fuerteventura negli anni '20.
Finito il mio giretto vado in cerca della stazione dei guaguas (pullman). Corralejo non era molto distante — perché non andare a darci un'occhiata? Nel giro di un'oretta ci sono. Scendo alla fermata centrale che mi porterà verso la vivace zona del Casco Viejo con la Plaza de La Musica ricca di bar e ristorantini.
Una foto ad immortalare il bel momento vicino alla scritta CORRALEJO. Mi gusto un bel club sandwich con una bella cerveza, un cortado e via verso il Parco Naturale delle Dune di Corralejo. Uno spettacolo stupendo mi attende: la schiuma delle onde, il vento che alza leggermente la sabbia, il colore delle dune di un caldo arancio, gli aquiloni in volo. Tanta bellezza tutta insieme.
Faccio in tempo a fare un bel bagno e a godere del caldo sole di gennaio. Ne valeva proprio la pena arrivare lì. Soddisfatta della mia scelta riprendo la guagua e ritorno a recuperare i miei bagagli, lasciando una buona mancia al portiere dell'albergo.
Riflessioni Finali: Il Viaggio che Cambia
Eh sì, il mio viaggio stava per finire. Ancora qualche ora e poi un volo per l'Italia mi avrebbe riportato a casa — dove il giorno dopo mi aspettava l'ufficio.
Che dire! Mancavo da casa dal 26 dicembre. Due vacanze in contrasto: la prima organizzata, la seconda un vivere al momento. Gran Canaria si è prestata al mio scopo — la gente è cordiale, la scelta di soggiornare al nord è stata vincente, ho avuto modo di conoscere i luoghi, la tradizione, il cibo, tante persone che soggiornavano come me in ostello di tante nazionalità che mi hanno incuriosito per le future mete.
E la chicca di 1 giorno a Fuerteventura? Vuoi mettere?
Bisogna viaggiare, aprire la mente e il cuore e farsi trasportare da tutto ciò che incontriamo; godere del fascino di ciò che troviamo sulla strada ma sempre con uno sguardo vigile e attento, rispettosi di usanze e costumi. Zaino in spalla e mente aperta verso la prossima meta.
Rosanna
Coordinatrice Viaggi Avventure nel Mondo